Abbiamo rimesso in moto il Piemonte e ora abbiamo altri cinque anni per tagliare nuovi traguardi

Ancora una volta il Piemonte si è confermato leader nell’attuazione dei fondi europei Fesr e Fse. A certificarlo non è qualche associazione amica o qualche esponente politico della nostra coalizione bensì la Commissione Europea e l’Autorità di Gestione dei Programmi Operativi durante la Riunione annuale che monitora l’andamento della spesa dei fondi comunitari.

Credo che questo risultato, già 300milioni di spesa della programmazione 2021-2027 certificati, dovrebbe costituire un elemento di estrema soddisfazione per tutti i piemontesi. In particolare per quei cittadini che ci hanno confermato la fiducia alle ultime elezioni regionali. 

Siamo tra le Regioni più avanzate nel Paese: per il Fesr, l’avanzamento dei pagamenti ha raggiunto il 10,01% del programma, superando la Liguria (7,80%) ma soprattutto la Lombardia (7,52%). Anche sul fronte della risposta da parte del territorio. Siamo estremamente attrattivi, abbiamo lanciato 20 bandi e abbiamo raccolto già 3.600 progetti che testimoniano come, nonostante le preoccupazioni dovute ai conflitti in corso, ai rincari dei costi delle materie prime, ci consegna l’immagine di un tessuto socio economico che ama la sfida e vuole un Piemonte forte. E sulla capacità di attrarre investimenti le iniziative già ammesse in istruttoria sfiorano gli 80milioni di euro.

Per qualcuno potrebbero solo essere numeri ma c’è molto di più dietro. Essere la sesta regione europea per attrazione di investimenti e la seconda in Italia, davanti alla Lombardia, significa che nonostante pandemie, guerre, crisi inflazionistica, danni da cambiamento climatico la Giunta Cirio e Forza Italia hanno saputo rimettere in moto il Piemonte dal punto di vista produttivo.

Non è un caso che il ministro Urso parlando all’Assemblea Annuale di Unione Industriale di Torino abbia rimarcato che Torino e il Piemonte devono e possono tornare ad essere la capitale industriale e manifatturiera d’Italia. D’altra parte uno studio del The European House – Ambrosetti e Tema ha recentemente attestato non solo che il Piemonte ha registrato nel 2023 il più alto tasso di crescita dell’export, ma che tra il 2019 e il 2021 è la prima Regione del Centro Nord per crescita di occupati e fatturato delle multinazionali industriali estere e che si è piazzata sul gradino più alto del podio anche per export aerospaziale.

Un filotto di successi impressionante ai quali a breve si sommerà la crescenti esponenziale della microelettronica, dove già abbiamo grandi aziende d’eccellenza ma che vedranno aggiungersi il maxi investimento di Silicon Box con una ricaduta occupazionale diretta di 1.600 posti, ai quali ovviamente si aggiungeranno tutte le ricadute sull’indotto. 

Tutti gli indicatori quindi ci testimoniano che siamo sulla buona strada e che il Piemonte è pronto per tagliare nuovi, prestigiosi traguardi. E ora, grazie al voto dei piemontesi, abbiamo altri cinque anni di tempo per assicurare un futuro ottimista per i nostri figli.

Andrea Tronzano

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