Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le espressioni di preoccupazione sulla situazione economica e industriale del Piemonte, provenienti da diversi settori sociali e produttivi. Negare le difficoltà sarebbe incomprensibile, accentuarle risulterebbe dannoso. Lo dico con la convinzione di chi, negli anni, ha osservato direttamente le capacità dei nostri imprenditori anche nei momenti più difficili.
In realtà personalmente non ho dubbi che il Piemonte abbia un solido futuro ed un presente con più luci che ombre. I fondamentali dell’economia della nostra Regione sono solidi, come evidenzia lo studio di Confindustria: il Pil ha colmato il gap di crescita rispetto a quello medio italiano. Gli investimenti pubblici sono passati dal 7% al 10% del Pil, gli investimenti privati sono saliti dal 20% al 24% del valore aggiunto, la quota di valore aggiunto delle imprese sul Pil è aumentato dal 2,5 al 3% e si è ridotto notevolmente il divario con Emilia Romagna e Lombardia.
Un mix produttivo impareggiabile in Piemonte
Il mix produttivo piemontese è impareggiabile ed emergono i settori energia, ICT, agricolo, agroalimentare, mezzi di trasporto in senso lato e, l’aerospazio, life-science, chimica e tessile. Con una spesa certificata di 300 milioni siamo la prima regione italiana per l’utilizzo dei fondi europei in maniera mirata, segno che la condivisione degli obiettivi tra pubblico e privato è servita alle nostre imprese.
Obiettivi
Il nostro obiettivo è perseguire la crescita evolutiva del tessuto industriale del Piemonte e la complementarietà tra i vari settori. La collaborazione tra Governo e Regione crea ritorni concreti. L’azione proattiva e coordinata con Enti, Associazioni e Università garantisce l’imprescindibile lavoro di squadra: nessuno si salva da solo.
Le banche sostengono che i crediti deteriorati non sono aumentati e negli ultimi due mesi si è riscontrata una ripartenza degli investimenti per il miglioramento dei sistemi produttivi.
I settori strategici che fanno guardare con ottimismo al futuro
Su che cosa ci stiamo concentrando è molto chiaro: manifattura, tecnologia, trasferimento tecnologico, energia (idroelettrico, nucleare, rinnovabili, idrogeno), credito, internazionalizzazione, attrazione, formazione, semplificazione. Vogliamo diventare uno dei centri di sviluppo tecnologico per la Ue e ne abbiamo tutte le potenzialità. Siamo la Veichle Valley italiana: abbiamo tutte le competenze e non vogliamo disperderle, cerchiamo un secondo costruttore.
Nell’aeronautica e nello aerospazio allarghiamo il numero di micro, piccole e medie imprese fornitrici delle nostre grandi aziende. Investiamo anche sulla microelettronica come dimostrano i recenti arrivi di Aixtron e Silicon Box.
Il Team Attrazione
Ci racconteremo meglio e potenzieremo il Team Attrazione. Ci interessa dare l’opportunità alle imprese di crescere dimensionalmente. Siamo molto attenti all’aumento della forza competitiva attraverso il sostegno economico per le certificazioni ESG. Sulle fronte competenze le Academy di filiera stanno funzionando e stanno aiutando a ridurre l’ancora troppo ampio divario tra domanda e offerta di lavoro.
L’attenzione alle prospettive macroeconomiche a breve termine
Vogliamo stabilizzare la spesa pubblica di investimento (nel 2025 la previsione è di 1,2 miliardi di euro). L’idroelettrico garantirà energia a prezzi più competitivi per periodi temporanei e mirati. Sul credito stiamo lavorando con ABI visto il previsto calo di fatturato: dobbiamo garantire la tenuta finanziaria delle imprese; il nostro fondo di garanzia aiuterà così come il lavoro con i Confidi e presto altri attori daranno novità interessanti su strumenti finanziari adeguati.
Essere consapevoli delle difficoltà del momento ci sprona a trovare ed implementare gli strumenti appropriati per affrontarle, così come raccontare le cose positive crea fiducia e la certezza di essere sulla strada giusta.